Meglio chiarire subito un paio di concetti.
Spesso sulla pagina del gruppo di Facebook o anche via mail, ci arrivano richieste di ragazzi/e che vogliono avvicinarsi a questa disciplina e partecipare agli allenamenti.
E' bene sapere che al di fuori degli eventi / corsi / allenamenti pubblicati sul sito, ogni indicazione, suggerimento, aiuto, può essere dato con le migliori intenzioni ma non è detto che corrisponda sempre a un corretto insegnamento.
Non è necessario fare i nomi di chi è "abilitato" a insegnare o meno, però tenete sempre presente questi semplici suggerimenti che DEVONO valere come RELIGIONE della pratica di parkour.
1. Sapere da dove si parte: se vi allenate costantemente da anni a nuoto/atletica/calcio, avrete una preparazione tale da sopportare meglio fatica e sforzi. Se invece cazzeggiate di lungo di fronte al pc o facendo due vasche in giro, prima di iniziare lontanamente a parlare di parkour, dovete ottenere un buon stato di forma generale. Andare a correre con regolarità, fare esercizi a corpo libero (flessioni, addominali, ecc.) saranno i vostri punti di partenza.
2. Nessun rischio. Il fatto di allenarsi in luoghi all'aperto non adibiti a sport, è di per sé già un rischio, inutile quindi azzardare cose o gesti di cui non ci si sente sicuri. Dovete partire con cose semplici e osare di più gradatamente senza alcuna fretta.
3. Nessuna ottica di risultato. In questa disciplina non ci sono gare o competizioni, per questo non ci appartiene la logica di riuscire a fare qualcosa a tutti i costi. Nel parkour l'essenziale è fare un percorso che ci porta (più o meno facilmente dipende dai singoli) ad ottenere il risultato che ci siamo posti come obiettivi. Un po' come dire che il bello di andare in un posto non è essere lì e basta ma anche aver fatto il viaggio per arrivarci.
4. Nessuna fretta. Ognuno di noi ha caratteristiche fisiche e mentali proprie e non è detto che tutti, con lo stesso numero di allenamenti, otterremo gli stessi miglioramenti. Il confronto con gli altri deve essere costruttivo, comprendendo i propri limiti ma anche le proprie potenzialità.
5. Costanza. Nel parkour non c'è nulla di facile. Il SOLO modo per progredire in sicurezza è quello di allenarsi con continuità, senza fissarsi troppo e inventarsi olimpionici dall'oggi al domani, e neppure fare qualcosa una volta (o meno) la settimana. Fissatevi un programma fattibile e cercate di rispettarlo.
6. Parkour, no Freerunning. Se già il parkour contiene svariati gesti ed esercizi potenzialmente pericolosi (se svolti senza preparazione o attenzione), il freerunning richiede abilità proprie della ginnastica artistica. Se non avete mai fatto quello sport, sappiate che inventarsi salti mortali solo facendo affidamento sulle proprie doti di esplosività ed agilità non vi da' alcuna autorizzazione a trasmettere questo messaggio agli altri. Ciò che a qualcuno può riuscire anche semplice, per altri può essere potenzialmente molto pericoloso.
Chi mantiene questo atteggiamento spregiudicato e irresponsabile nei confronti di chi inizia (molto sensibile all'emulazione del più bravo) non solo non fa parte di Genova Parkour, è proprio idiota al 100%.